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Solo una neo mamma….

Pubblicato il 25 settembre 2008 da Flavia

Da un articolo di Federica Schiavon su Dsette.it

(…) “Solo una neo-mamma conosce il miscuglio di emozioni contrastanti che si prova nei confronti di un neonato durante i due, tre mesi dopo il parto. Piacere e fastidio, attrazione e repulsione, tenerezza e rancore, solo per citarne alcune. Quello che è stato anche definito il “quarto trimestre di gravidanza”, è forse il periodo più difficile della vita di una madre. Eccessivamente monitorata durante i nove mesi (una decina di visite ginecologiche e una media di 4 ecografie, tanto che lo stesso Ministero della Sanità denuncia l’eccessiva medicalizzazione e il sovrautilizzo delle prestazioni diagnostiche in gravidanza), la neo-mamma viene letteralmente abbandonata a se stessa al momento delle dimissioni dall’ospedale.
La maggior parte delle donne che danno alla luce il loro primo bambino non ha mai preso in braccio un neonato, e spesso abita lontano dai genitori. La scomparsa della tradizionale famiglia allargata ha da un lato favorito lo spirito di autonomia e libertà delle giovani coppie, ma ha inevitabilmente reciso quei rapporti che fornivano aiuto e sostegno indispensabili alle madri nei primi anni di vita del bambino. Il ruolo del padre è purtroppo ancora poco incisivo, e la donna, restia a rinunciare alla propria indipendenza, non chiede aiuto facilmente. Estremamente nociva è inoltre la pesantissima pressione sociale cui sono sottoposte le madri di oggi, che si sentono in dovere di “eseguire” tutto alla perfezione, di tornare velocemente in forma dopo il parto, di dimostrare che possono fare tutto da sole.
Mai come in questo periodo una neo-mamma rischia di sentirsi sola, in balìa del suo senso di inadeguatezza e incapacità nel prendersi cura del piccolo. Purtroppo (*) i neonati non nascono corredati di libretto d’istruzioni, e ci sono decine di motivi per i quali si rischia di arrivare allo sfinimento. Notti insonni, seni doloranti, difficoltà nell’allattare, postumi dell’episiotomia o del cesareo, ognuna di queste variabili può causare stress e ansia; messe insieme, esse formano una miscela esplosiva pronta a scoppiare. (…) Questa forma di depressione, la più lieve e temporanea, compare intorno al quarto giorno dopo il parto e scompare a distanza di due, tre settimane dalla nascita, senza lasciare conseguenze. Pur non essendo considerato una vera e propria patologia, questo stato d’animo deve essere tuttavia contrastato. E molti sono i modi per farlo. Lasciare il bambino con qualcuno che se ne prenda amorevolmente cura e andare a bere un caffé con l’amica del cuore o a fare una nuotata, anche quando non se ne ha assolutamente voglia, può aiutare ad uscire da quello stato di intorpidimento che contraddistingue le prime settimane. Farsi aiutare dal partner (o da chiunque capiti a tiro!) con le pulizie di casa, nel fare la spesa e in tutte quelle faccende assolutamente prorogabili permette alla madre di riposare. Rendersi poi conto di come i luoghi comuni sulla maternità come l’istinto materno, l’amore incondizionato e la ‘naturale’ attitudine alla sopportazione siano dei miti da sfatare, e soprattutto lasciare da parte per un po’ la nostra smania di perfezione può renderci più rilassate e aiutarci a superare anche i momenti più duri.
(…)

(*) o per fortuna :)

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