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"Sii solo te stessa: nessuno può fare il tuo lavoro meglio di te"

Pubblicato il 24 settembre 2008 da Flavia

Il coaching è una tecnica che aiuta le persone (come manager, professionisti, o semplicemente individui) a formulare e a raggiungere i propri obiettivi. A differenza di un consulente, il coach non offre soluzioni preconfezionate, ma mette in condizione i propri clienti di applicare le loro soluzioni, utilizzando i loro potenziali. Ma per fare questo, il primo passo è capire cosa si vuole veramente. ll coaching ci guida in un percorso che, partendo dai valori, ossia le
nostre aspirazioni e i nostri obiettivi profondi, produce
un piano d’azione coerente che permetta di realizzarli. Alla fine del percorso, siamo in grado di camminare da sole: sappiamo cosa vogliamo e
come procurarci i mezzi per arrivarci. 

È abbastanza impegnativo non perdere di vista i propri valori e desideri : questo “non sapere cosa si vuole” può sembrare strano, ma nella nostra società competitiva dove l’affermazione individuale è un valore e una priorità in sé, spesso ci “dimentichiamo” dei nostri obiettivi. Il successo viene definito come il conformarsi a un modello imposto dall’esterno di noi (ricchi, belli, magri, sicuri di sé..), e la maternità non è esente da questo male: l’unico modello proposto di “mamma perfetta” non è ormai più compatibile con la nostra nuova, poliedrica personalità femminile, eppure senza accorgercene ci perdiamo in mille paure ed insicurezze cercando di adeguarci. Con tutte le nostre ansie, e anche a causa della nostra cronica mancanza di tempo, ci facciamo in quattro vivendo alla giornata, navigando a vista (non a caso il verbo preferito dalla mamma italiana è “barcamenarsi”, dalla inconfondibile etimologia: “menare”, cioè condurre, una “barca”, tra ostacoli vari), e magari lasciamo passare mesi o anni prima di ritrovarci allo stremo. E ci chiediamo, ma dove volevamo andare veramente?

Molte coach professioniste, una volta diventate mamme, hanno capito che le loro capacità potevano essere utili ad altre madri, che sono a tutti gli effetti una figura professionale estremamente complessa, e tra l’altro molto coinvolte emotivamente nel loro lavoro. 
Esistono alcuni temi dominanti su cui le coach di stampo anglosassone stanno creando un territorio, una “expertise” più marcata. Per esempio per le mamme inglesi si tratta di fare un “buon lavoro” educativo, sviluppando un rapporto intimo ed emotivo col loro bambino (“bonding”), per le mamme americane si parla soprattutto di conciliare carriera e famiglia con una organizzatissima e fittissima agenda personale e familiare…
E per le mamme italiane? Me lo direte voi, spero. Voi che di bonding potete già dare lezioni a tutti…..
 
In sintesi:

  • il coaching aiuta ad individuare gli obiettivi che si vogliono perseguire: come persona, come mamma
  • successivamente, aiuta a stabilire un piano d’azione a nostra misura, per trasformare gli obiettivi in azioni concrete, con piccoli passi quotidiani.

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